
Rappresenta uno strumento formale di regolamentazione interna, ma la sua applicazione non può e non deve trasformarsi in un alibi per limitare i diritti dei lavoratori e la loro rappresentanza sindacale. La governance dell’azienda, il sistema di controllo interno e la gestione del rischio non possono prescindere dal confronto con le organizzazioni sindacali, che devono avere un ruolo attivo e decisivo nella tutela dei lavoratori.
L’Organismo di Vigilanza e il Codice Etico, se non adeguatamente monitorati, rischiano di diventare meri strumenti di autotutela aziendale, invece di essere realmente strumenti di equità e trasparenza. La responsabilità d’impresa, così come la gestione dei processi decisionali, non può avvenire senza il coinvolgimento effettivo delle rappresentanze sindacali, che devono poter esercitare diritto di verifica, consultazione e proposta su tutti gli aspetti che impattano sulla
vita lavorativa.
Allo stesso modo, il sistema disciplinare previsto dal modello non può tradursi in una forma di repressione o controllo arbitrario sui lavoratori, specialmente se utilizzato per limitare l’azione sindacale o scoraggiare forme di dissenso. Le sanzioni e le procedure di controllo devono garantire trasparenza e imparzialità, senza mai compromettere diritti e tutele contrattuali.
CISAL Comunicazione chiede che:
– Le rappresentanze sindacali vengano coinvolte attivamente nelle verifiche periodiche del Modello 231.
– Si garantisca totale trasparenza nei processi di controllo interno e nelle segnalazioni del sistema di whistleblowing.
– Il sistema disciplinare sia oggetto di confronto sindacale, per evitare abusi e interpretazioni arbitrarie.
– Ogni aggiornamento del Modello 231 venga discusso con i sindacati, affinché non diventi uno strumento unilaterale a favore dell’azienda.
Se il Modello 231 vuole davvero garantire legalità e responsabilità d’impresa, deve essere uno strumento di tutela collettiva, non un meccanismo di controllo aziendale. Il diritto alla trasparenza, alla partecipazione e alla giustizia sociale non può essere delegato alla sola governance aziendale, ma deve essere garantito dalla vigilanza sindacale.
FiberCop e il suo management devono sapere che i lavoratori non accetteranno un sistema imposto dall’alto:
il rispetto delle regole aziendali deve andare di pari passo con il rispetto della dignità e dei diritti di chi ogni giorno manda avanti questa azienda.
Perché il vero modello di gestione è quello che rispetta il lavoro e chi lo svolge.
CISAL Comunicazione – Sempre al fianco dei lavoratori.
Segreteria Nazionale
Cisalcomunicazione Fibercop