
In questi giorni, durante le assemblee per la discussione del contratto Rai in vista del referendum, sta passando il messaggio che l’importo dell’aumento salariale sarà a tre cifre rispetto al precedente, come se i sindacati firmatari non si fossero resi conto che, con il costo della vita in continuo aumento, questo contratto risulta tra i più bassi tra tutte le categorie del mondo del lavoro.
Hanno proposto 280 euro nella piattaforma secondo i loro calcoli riparametrati, e invece, anche questa volta, la stessa piattaforma è stata buttata nel cestino. Un lavoro costato un anno e mezzo, con il solo beneficio di un risparmio aziendale tradotto in un’una tantum iniqua di 700 euro per il 2023. Ora, per il 2024, vengono riconosciuti solo 200 euro, ignorando il periodo gennaio‐aprile 2025, e invece di raddoppiare il 2023 per arrivare a 1400 euro, ci si ferma a 900 euro, con un ammanco di 500 euro. Ma a quanto pare, per alcuni, la matematica può essere un’opinione…
Dicevano che l’aumento sarebbe stato 130 euro per gli assunti dopo il 1995, ma attenzione: ora è parametrato al livello 3 e non più al livello 4, il che significa circa 122 euro per far sembrare la cifra più alta. Non solo: quei pochi soldi concessi saranno erogati in due tranche invece di tre, ma il periodo di pagamento cambia di appena un mese, con la prima tranche di novembre 2024 spostata a maggio 2025. Altro regalo all’azienda, che continuerà a non pagare alcun aumento per mesi.
È necessario ricordare ai SOLITI NOTI FIRMATARI che rateizzare il rinnovo del contratto aveva senso solo per dare di più ai lavoratori, non per dare ancora meno, come sta accadendo ora.
E non finisce qui: era stato chiesto al governo di inserire nella manovra economica un contenimento del costo del lavoro per i dipendenti Rai, includendo impiegati, operai, quadri, giornalisti e dirigenti. Ma, guarda caso, si sono “dimenticati” di toccare i benefit delle auto blu aziendali in leasing, con un contributo di 1050 euro mensili per un costo totale di 5 milioni all’azienda. In compenso, la manovra è stata modificata per limitare solo le consulenze esterne, generando un risparmio per l’azienda, ma senza alcun beneficio per i lavoratori.
Vogliamo ricordare ai SOLITI NOTI che esiste l’Osservatorio Nazionale, uno strumento per discutere con l’azienda delle spese ingiustificate, eppure ci sentiamo ripetere che “non ci sono soldi” per migliorare il contratto. Ma per gli sprechi aziendali i soldi ci sono sempre!
E che dire dei lavoratori assunti prima del 1995? Riceveranno 100 euro in meno, non per dare di più ai colleghi assunti dopo, ma semplicemente per risparmiare. Una logica accettata dai sindacati senza fare una piega.
Ma la cosa più scandalosa è l‘allungamento della durata del contratto da 3 a 4 anni, un regalo non dovuto all’azienda, che comporta un ulteriore anno di stagnazione salariale per i lavoratori. Un vero regalone.
Non vorremmo che, per sfinimento, i lavoratori accettino questo sopruso imposto dall’azienda con la complicità dei SOLITI NOTI FIRMATARI, che si vantano di uno sciopero “riuscito” (a spese dei lavoratori), ma che ha prodotto solo un esito:
OPERAZIONE RIUSCITA, MA IL PAZIENTE È MORTO!
- PRENDIAMO CORAGGIO E DIFENDIAMO LA NOSTRA DIGNITÀ!
- ABBIAMO GIÀ PERSO SOLDI, E NON BASTERANNO PER IL PROSSIMO CONTRATTO
- PIÙ SOLDI ORA!
- VOTIAMO NO AL REFERENDUM DEL 13 E 14 MARZO!
Roma 26/02/2025
Segreteria Nazionale RAI
Cisal Comunicazione